In occasione della LXXV edizione del Premio Strega gli Istituti di Cultura di San Pietroburgo e Mosca proporranno un’intervista alla scrittrice Giulia Caminito, autrice di “L’acqua del lago non è mai dolce” (Bompiani). Si tratta del secondo di cinque incontri dedicati ai finalisti del premio Strega. L’autrice dialogherà con Paola Cioni e Daniela Rizzi, e sarà accompagnata dalla lettura scenica dell’attrice Maria Cristina Blu.
L’incontro andrà in onda mercoledì 30 alle ore 17.00 (ora italiana, 18.00 ora di Mosca) in italiano sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/IstitutoItalianoDiCulturaSanPietroburgo/ e in traduzione simultanea in russo sulla pagina Youtube https://www.youtube.com/channel/UCLMhE-EBnYqHUSSJgd_6N7Q
L’autrice: Nata a Roma nel 1988, è laureata in filosofia politica. Ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo La grande A ascrivibile al genere postcoloniale africano e basato su vicende familiari ricevendo numerosi riconoscimenti.
In seguito ha pubblicato la raccolta di racconti Guardavamo gli altri ballare il tango nel 2017, la fiaba La ballerina e il marinaio nel 2018 e il romanzo Un giorno verrà nel 2019 ottenendo con quest’ultimo il Premio Fiesole.
Nel 2021 ha dato alle stampe il suo terzo romanzo, L’acqua del lago non è mai dolce, tra i cinque finalisti al Premio Strega 2021 e al Premio Campiello.
Il libro: Il lago di Bracciano è il luogo dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Giulia Caminito dà vita a un romanzo ancorato nella realtà e insieme percorso da un’inquietudine radicale, che fa di una scrittura essenziale e misurata, spigolosa e poetica l’ultimo baluardo contro i fantasmi che incombono. Il lago è uno specchio magico: sul fondo, insieme al presepe sommerso, vediamo la giovinezza, la sua ostinata sfida all’infelicità.