Dopo i successi e la successiva crisi dei grandi kolossal del cinema muto si afferma anche in Italia il sonoro. Il Fascismo attua una severa politica linguistica e impone un modello di italiano letterario privo di sfumature colloquiali o dialettali: sono proibite le parole straniere e lo stile rimane quello alto e un po’ artificiale che già aveva caratterizzato le didascalie del cinema muto. Ma il cinema gode di maggiore libertà rispetto ad altri settori e nonostante la rigida censura in vari film viene usato un italiano più fluido e vicino alla
lingua realmente parlata.
Il conte Max, diretto da Mario Camerini e interpretato da Vittorio De Sica, è uno di questi.
Il giovane edicolante romano Gianni lavora sodo tutto l’anno per concedersi una settimana di vacanze in crociera. Durante una di queste vacanze conosce l’affascinante Donna Paola e, per conquistarla, assume l’identità del suo abbiente amico Max. Rimasto però senza un soldo, è costretto a ritornare precipitosamente nella capitale. Qualche tempo dopo, Gianni scopre che Donna Paola è in città e, per mettersi in contatto con lei, finge di corteggiare la sua cameriera, Lauretta. Gestire una doppia vita (e un doppio amore) non è però una cosa semplice: fra equivoci e sdoppiamenti vari, il giovane capirà qual è la donna giusta per lui e anche qual è il suo posto nella società.
Il Signor Max è una deliziosa commedia in bilico fra il realismo piccolo borghese tipico di Camerini e il cinema dei “telefoni bianchi”,
un genere di commedia brillante di ambientazione borghese, che si sarebbe imposto alla fine degli anni ’30. La pellicola avrà due remake, anche se non all’altezza dell’originale: Il conte Max con Alberto Sordi e l’omonimo film con Christian De Sica nel ruolo che fu di suo padre.
Il film verrà proiettato nella Sala Polifunzionale dell’IIC martedì 10 ottobre alle ore 19 con sottotitoli in italiano.