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Dalla Forma al Segno: Francesco Caraccio - Gianmaria Potenza

Data:

19/11/2019


Dalla Forma al Segno: Francesco Caraccio - Gianmaria Potenza

Dal 20 novembre 2019 presso il Museo dell'Arte del XX e XXI secolo di San Pietroburgo nell’ambito delle iniziative promosse dal museo nel contesto dell'arte internazionale dedicate all'Italia, si aprirà la mostra: “Dalla Forma all Segno”.

“Si tratta di due distinte mostre ma con un unico titolo, il cui racconto è l'opera di due grandi, talentuosi e famosi maestri italiani Francesco Caraccio - Gianmaria Potenza. Due artisti poliedrici che hanno dedicato la loro vita all'arte percorrendone tutte le sue forme espressive e che in queste due mostre presentiamo con alcuni particolari lavori, attraverso i quali approfondire ulteriormente la conoscenza della loro forma creativa, opere la cui tecnica si discosta da quella che più li ha resi celebri. In effetti Francesco Caraccio è noto per le sue tele e Gianmaria Potenza è famoso per le sue sculture ma entrambi hanno lavorato nel corso della loro lunga carriera con molte tecniche, oltre a quelle che principalmente utilizzano con maggior frequenza per i loro lavori con i quali sono famosi.

Sono due esperienze artistiche diverse quelle maturate da Caraccio e Potenza, entrambi hanno un importante percorso alle loro spalle che hanno reso questi artisti, due paladini dell'arte figurativa contemporanea, in tempi in cui essere divulgatori della secolare  tradizione dell'arte italiana non è stata cosa facile per via del continuo denigrare da parte di una grande maggioranza di addetti ai lavori, verso gli artisti che quotidianamente si manifestavano prosecutori di quegli insegnamenti e di quelle radici artistiche italiane.

Formazioni e esperienze professionali diverse hanno contaminato la loro creatività e il loro lavoro, da una parte Francesco Caraccio che ha coltivato la sua maturazione artistica prima al di fuori dell'Italia per poi ritornarci e con frequentazione di importanti artisti quali Pollock, Jasper Johns e allievo di Chagall. Dall'altro lato Gianmaria Potenza fortemente legato alla sua Venezia in cui ha trovato e ha sempre ricevuto la sua fonte di ispirazione, essendo la stessa Venezia un crocevia di arte, di grandi artisti e della più importante rassegna mondiale d'arte quale è la Biennale di Venezia.

Con queste mostre vogliamo rivivere con gli stessi artisti alcuni dei loro momenti di ricerca in cui hanno portato la loro creatività nel mondo della grafica. Un'altra scena su cui seguire i loro istinti artistici e ridefinire quella forma che Potenza plasma materialmente nelle sue sculture, esprimendosi su più dimensioni e volumi, imponendo un ritmo, una ricerca di superfici, di luci o il lavoro che conduce Caraccio, donando alle sue pitture quelle figure dalla presenza imponente e ricercata ma entrambi gli artisti, affrontando l'opera grafica, sono ricorsi alla metamorfosi delle loro forme, portando in queste opere e racchiudendo la loro forza interpretativa, nel segno.

Cesellata e suggestiva è la ricerca grafica di Potenza, vivace il cromatismo nelle opere esposte che riporta alle veneziane arti del vetro, all'inserimento di metalli anche in grafica perché ne è fonte ispiratrice l'arte veneziana e le lontane radici bizantine ma perché lo sono anche le sue sculture e non poteva essere diversamente per Potenza. Usare i segni al posto delle forme per trasfigurare in una sola dimensione il suo essere scultore, prima che eclettico ricercatore. Un pensatore che anche al segno grafico chiede di esprimere quella forza, quel gusto e bellezza che caratterizza tutta la sua produzione, così anche la grafica è una diretta discendente dell'arte di Potenza, non un fuggitivo passaggio in questo settore ma la dimostrazione che il primordiale esprimersi grafico dell'uomo nelle sue opere sono un satellite importante della sua arte.

Nel mentre, nelle opere della mostra di Caraccio si coglie un impeto irriconoscibile da quello che la sua pittura ci ha abituato, dove la composizione non è eseguita d'impulso ma da tempi pacati e ricercati che non trovano continuità nella sua grafica. La forma non si ritrova e il segno è l'elemento predominante che svincolato dal dover ricercare la forma si manifesta in giochi di intrecci, di spazi posseduti dai molti segni che tracciati con strumenti diversi danno vita alle opere grafiche di Caraccio. Qui non è più il paladino della forma circoscritta e identitaria ma un caos armonioso e se pur eseguito d'impulso non si allontana poi così all'infinito dall'abbandonare al 100% la forma e se ben si guarda si ricompone tra i segni tracciati a volte come intende trasmettere l'autore ma spesso subentra la
capacità di chi ammira l'opera, di condurre i segni a una forma circoscritta.

Ecco quindi due eclettici artisti, due mondi diversi che pur nello spettro delle tecniche utilizzate rappresentano quel passaggio importante nel contesto delle trasformazioni che sono avvenute nell'arte contemporanea, influssi e metodologie della creazione che in questo caso identificano i due maestri contemporanei ma classici al contempo perché continuatori di quella arte che da secoli l'Italia esprime".

Enzo Fornaro

Curatore della mostra

Informazioni

Data: Da Mar 19 Nov 2019 a Dom 1 Dic 2019

Ingresso : A pagamento


Luogo:

Museo dell’arte del XX-XXI secolo di San Pietroburgo (Nab. Kan. Griboedova, 103)

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