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Tina Modotti: arte, amore, rivoluzione

Data:

20/09/2019


Tina Modotti: arte, amore, rivoluzione

Il centro espositivo ROSFOTO in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, l’Archivio nazionale russo di storia sociale e politica e la galleria Bilderwelt/Reinhard Schultz presentano la mostra dedicata a Tina Modotti (1896, Udine – 1942, Città del
Messico), una delle più grandi fotografe dei primi del Novecento, attrice, attivista e rivoluzionaria.

Nel 1999 a Mosca con successo è stata inaugurata la prima mostra di fotografie di Tina Modotti. L'esposizione a San Pietroburgo propone una ricca selezione di opere dell'autrice di vari periodi: dalle “Donne di Tehuantepec” fino ai ritratti poco conosciuti, foto delle piante, murali, marionette di Louis Bunin. Saranno presenti circa 70 opere di Tina Modotti e alcune foto del suo maestro e per alcuni anni compagno di vita Edward Weston della collezione di Reinhard Schultz. Una parte importante della mostra è dedicata all’attività di Tina Modotti a Mosca e ai suoi contatti con i leader politici e le personalità artistiche dell’Unione Sovietica: A. Kollontaj, V. Majakovskiy, S. Eisenshtein, E. Stasova e altri.

Per informazioni: https://rosphoto.org/events/art-love-revolution/

 

"Se, come ha affermato il grande storico inglese Erich Hobsbawn, nel Novecento l´unica rivoluzione non fallita è stata quella delle donne, tra le protagoniste di questa rivoluzione Tina Modotti merita un posto d´onore. Di famiglia poverissima e con una modesta istruzione Tina riesce a costruirsi un destino inimmaginabile per una ragazza della sua estrazione sociale. Arrivata a Los Angeles nel 1913 al seguito del padre, emigrato per mantenere la famiglia. Qui Tina lavora per qualche tempo in una fabbrica, ma grazie alla sua intelligenza e sue capacità artistiche diviene prima attrice e poi fotografa. A fotografare in modo amatoriale aveva imparato nello studio dello zio, ma grazie agli insegnamenti di Edward Weston, trasforma il mestiere in arte. Weston è un grande fotografo e attraverso di lui Tina acquisisce la padronanza di un mezzo espressivo che la affascina. Ma ben presto acquista sicurezza e si avvia verso forme artistiche originali che rendono unici i suoi sguardi. Passata dagli Stati Uniti al Messico, nel 1923 si avvicina al comunismo, frequenta i circoli rivoluzionari, conosce Frida Khalo e Majakovskij, e mette la sua macchina fotografica, la sua Grafex al servizio dei più poveri. Documenta il movimento muralista e le grandi manifestazioni popolari, le donne di Tehuantepec, i bambini di strada, le mani degli operai e dei contadini; ritrae con veri e propri reportage la povertà in Messico. I suoi reportage sono autentici capolavori. Nei suoi scatti risaltano la sofferenza e la miseria, ma anche e soprattutto lo spirito di ribellione, la rabbia, la fierezza. In questo modo, Tina apre la strada a un nuovo genere: il reportage sociale. Le sue foto iniziano ad arrivare ai giornali: non è più l’assistente di Weston, ormai ha un suo profilo, una sua originalità. Nel 1929 una grande mostra è presentata come la prima esposizione di fotografia sociale. Arrivata al punto massimo della sua carriera di fotografa, Tina viene espulsa dal Messico e la passione politica la allontana dalla fotografia: andrà in Russia, si impegnerà per il Comintern, A Mosca allestisce la sua ultima esposizione, lavora come traduttrice e lettrice della stampa estera, scrive opuscoli politici, ottiene la cittadinanza e diventa membro del partito comunista; partecipa alla guerra civile spagnola, unendosi alle brigate internazionali. Qui conosce Robert Capa e Gerda Taro, Hemingway, Antonio Machado, Dolores Ibarruri, Rafael Alberti, Malraux. Rientrata in Messico nel 1929, viene trovata morta in un taxi nel 1942. A celebrare la sua grandezza restano i versi di Neruda, incisi nella sua tomba.

Quello di Tina è un percorso eccezionale, che incrocia grandi nodi della storia del XX secolo. I risultati da lei raggiunti come donna sono un esempio per ognuna di noi.

Come direttrice dell’Istituto di Cultura di San Pietroburgo e come donna considero un dovere e un onore contribuire all’organizzazione di una mostra a lei dedicata".

Paola Cioni, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, membro del gruppo di donne di Controparola

 

 

 

Informazioni

Data: Da Ven 20 Set 2019 a Dom 17 Nov 2019

Ingresso : A pagamento


Luogo:

Rosfoto (ul. Bolshaia Morskaia, 35 – 2 piano)

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